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Verifica IBAN

Controlla se un IBAN italiano o estero è formalmente valido con algoritmo MOD 97-10; per l'Italia mostra ABI, CAB, CIN e banca.

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Come funziona la verifica dell'IBAN

L'IBAN (International Bank Account Number) è il codice standardizzato che identifica in modo univoco un conto corrente a livello internazionale. Prima di disporre un bonifico, verificare la correttezza formale dell'IBAN è fondamentale: anche un solo carattere errato può causare il fallimento della transazione, storni bancari, tempi di recuperò lunghi e in alcuni casi la perdita temporanea dell'importo trasferito.

Questo calcolatore verifica in tempo reale la validità strutturale e matematica dell'IBAN con l'algoritmo MOD 97-10 (standard ISO 13616), lo stesso utilizzato dalle banche per il controllo formale. Per gli IBAN italiani vengono estratte anche le componenti principali (CIN, ABI, CAB e numero di conto) e, quando disponibile, viene mostrata la banca associata al codice ABI.

Struttura dell'IBAN italiano

Un IBAN italiano è composto da 27 caratteri, suddivisi in sezioni con significati precisi: le prime due lettere indicano il Paese (IT per l'Italia), seguite da 2 cifre di controllo europee (check digit), 1 lettera CIN (Control Internal Number), 5 cifre ABI (codice banca), 5 cifre CAB (codice filiale) e infine 12 caratteri per il numero di conto corrente.

Ad esempio, l'IBAN IT60 X054 2811 1010 0000 0123 456 si decompone così: IT (Italia), 60 (check digit), X (CIN), 05428 (ABI = Intesa Sanpaolo, a titolo illustrativo), 11101 (CAB = filiale), 000001234​56 (numero conto). Il calcolatore esegue automaticamente questa scomposizione e la mostra in modo leggibile.

L'algoritmo MOD 97-10: come funziona il controllo

Il controllo MOD 97-10, definito dallo standard ISO 7064, funziona così: le prime quattro posizioni dell'IBAN (codice Paese + check digit) vengono spostate alla fine della stringa. Poi tutte le lettere vengono convertite in numeri (A=10, B=11, ..., Z=35). Il numero risultante viene diviso per 97: se il resto è 1, l'IBAN è formalmente valido.

Questo algoritmo è estremamente efficace nel rilevare errori di digitazione: singole cifre errate, inversioni di caratteri e la maggior parte degli errori di trascrizione vengono intercettati. Tuttavia, l'algoritmo verifica solo la correttezza formale: un IBAN può essere matematicamente valido ma non corrispondere a nessun conto reale. La verifica dell'effettiva esistenza del conto richiede controlli bancari diretti.

ABI, CAB e CIN: cosa significano

ABI (Associazione Bancaria Italiana): codice di 5 cifre che identifica la banca. Ogni istituto di credito italiano ha un proprio codice ABI. Il calcolatore utilizza questo dato per mostrare il nome della banca associata quando disponibile nel database interno.

CAB (Codice di Avviamento Bancario): codice di 5 cifre che identifica la filiale specifica della banca. Insieme all'ABI, il CAB permette di individuare con precisione lo sportello di riferimento del conto.

CIN (Control Internal Number): è il carattere di controllo nazionale, calcolato su ABI, CAB e numero di conto. Serve come ulteriore livello di verifica per intercettare errori nella parte italiana dell'IBAN. Se il CIN non è coerente con gli altri componenti, l'IBAN è sicuramente errato.

IBAN stranieri: supporto internazionale

Il calcolatore supporta IBAN di oltre 70 Paesi, verificando sia la lunghezza prevista per ciascuna nazione sia il check digit MOD 97-10. La lunghezza varia da Paese a Paese: ad esempio, un IBAN tedesco ha 22 caratteri, uno francese 27, uno spagnolo 24 è uno britannico 22. Se la lunghezza non corrisponde a quella prevista per il Paese, l'IBAN viene segnalato come non valido.

Per gli IBAN non italiani, i dettagli di scomposizione (ABI, CAB, CIN) non sono disponibili perché ogni Paese ha una propria struttura interna. Il controllo del check digit rimane però valido e universale. Puoi incollare l'IBAN con spazi o trattini: il calcolatore normalizza automaticamente il testo prima della verifica.

Casi d'uso pratici

Prima di un bonifico: verifica sempre l'IBAN del beneficiario prima di confermare l'operazione, soprattutto per importi elevati o per pagamenti a nuovi fornitori. Un controllo preventivo di pochi secondi può evitare problemi che richiederebbero giorni per essere risolti.

Ricezione di un IBAN via email o messaggio: copiare e incollare un IBAN può introdurre caratteri nascosti (spazi extra, caratteri Unicode invisibili). Il calcolatore rileva anche questi problemi e ti avvisa se il formato non è corretto.

Verifica di fatture e documenti contabili: se ricevi una fattura con un IBAN diverso da quello abituale del fornitore, verificarne la correttezza formale è il primo passo. Attenzione: la validità formale non garantisce che il conto appartenga al fornitore dichiarato — per questa verifica serve un contatto diretto.

Perché un IBAN può risultare non valido

Le cause più comuni di IBAN non valido sono: una o più cifre errate (errore di digitazione), lunghezza non corretta per il Paese indicato, lettere e numeri invertiti nella trascrizione, caratteri nascosti introdotti dal copia-incolla, o un codice Paese inesistente. Se il risultato resta negativo dopo più tentativi, prova a riscrivere l'IBAN manualmente carattere per carattere confrontandolo con il documento originale.

IBAN e SEPA: il circuito europeo dei pagamenti

L'IBAN è il pilastro del sistema SEPA (Single Euro Payments Area), che dal 2014 ha unificato i pagamenti in euro all'interno di 36 Paesi europei. Grazie al SEPA, un bonifico verso un conto in Germania, Francia o Spagna ha lo stesso costo è le stesse tempistiche di un bonifico nazionale. Per eseguire un bonifico SEPA è sufficiente l'IBAN del beneficiario: non servono più i codici SWIFT/BIC, obbligatori solo per trasferimenti extra-SEPA.

I bonifici SEPA ordinari vengono accreditati entro un giorno lavorativo dalla disposizione, mentre i bonifici SEPA istantanei (SCT Inst) arrivano in pochi secondi, 24 ore su 24, 365 giorni all'anno. In entrambi i casi, un IBAN errato causa il rifiuto immediato della transazione o, nei casi peggiori, l'accredito su un conto errato. Verificare l'IBAN prima dell'invio è quindi una pratica di sicurezza essenziale, soprattutto per i bonifici istantanei che non possono essere revocati una volta confermati.

Truffe bancarie e verifica dell'IBAN

Una delle truffe più diffuse nel settore B2B è la cosiddetta "truffa dell'IBAN" (o BEC, Business Email Compromise): un truffatore intercetta la comunicazione tra fornitore e cliente e sostituisce l'IBAN legittimo con il proprio. La fattura appare identica all'originale, ma il pagamento finisce su un conto controllato dal truffatore. La verifica formale dell'IBAN non protegge da questo tipo di frode (l'IBAN del truffatore è formalmente valido), ma può aiutare a individuare anomalie: un IBAN con un codice Paese diverso da quello atteso o un ABI di una banca diversa da quella abituale del fornitore è un segnale d'allarme che merita una verifica diretta via telefono.

Per ridurre il rischio di truffe, confronta sempre l'IBAN ricevuto con quello registrato nel tuo database fornitori e, in caso di cambio IBAN, verifica chiamando il fornitore al numero abituale (non al numero indicato nella stessa email). Per gestire i pagamenti verso la Pubblica Amministrazione, assicurati di utilizzare l'IBAN pubblicato sul sito ufficiale dell'ente.

IBAN e pagamenti internazionali

L'IBAN è stato introdotto con lo standard ISO 13616 per facilitare i pagamenti transfrontalieri in Europa e oltre. All'interno dell'area SEPA (Single Euro Payments Area), che comprende 36 paesi, i bonifici in euro hanno costi equiparati a quelli nazionali indipendentemente dal paese di destinazione. Per pagamenti verso paesi extra-SEPA, è necessario anche il codice SWIFT/BIC della banca ricevente, e le commissioni sono generalmente più elevate (10-50 euro per transazione). Il formato dell'IBAN varia per lunghezza tra i paesi: l'Italia usa 27 caratteri (IT + 2 cifre di controllo + CIN + ABI + CAB + conto corrente), la Germania 22 caratteri, il Regno Unito 22, la Svizzera 21. Il nostro verificatore controlla la validità formale dell'IBAN secondo lo standard ISO, verificando le cifre di controllo con l'algoritmo modulo 97. Per la conversione di valuta nei pagamenti internazionali, usa il convertitore valuta per stimare l'importo nella valuta di destinazione.

IBAN e domiciliazione bancaria

L'IBAN è il dato fondamentale per attivare domiciliazioni bancarie (addebiti diretti SEPA, ex RID) per il pagamento automatico di bollette, rate di mutuo, premi assicurativi e abbonamenti. La domiciliazione SEPA Direct Debit (SDD) esiste in due varianti: Core (per consumatori, con diritto di rimborso entro 8 settimane) e B2B (per imprese, senza rimborso). Quando si comunica il proprio IBAN a un fornitore per la domiciliazione, è essenziale verificare che il codice sia corretto: un errore di anche un solo carattere invalida le cifre di controllo e il pagamento viene rifiutato dal sistema bancario.

In caso di cambio banca (portabilità del conto), è possibile trasferire automaticamente tutte le domiciliazioni dal vecchio al nuovo conto grazie al servizio di trasferibilità introdotto dalla Direttiva europea sui servizi di pagamento (PSD2). Il nuovo IBAN deve essere comunicato a tutti i soggetti che effettuano accrediti (datore di lavoro, INPS per la pensione, Agenzia delle Entrate per i rimborsi). Per la gestione degli incassi aziendali tramite SDD, il creditore deve ottenere un mandato SEPA firmato dal debitore contenente il suo IBAN. Il CID (Creditor Identifier) identifica univocamente il creditore nel circuito SEPA.

Per chi opera con conti esteri (freelancer, lavoratori internazionali, nomadi digitali), è importante sapere che un IBAN estero è perfettamente valido per ricevere stipendi e pagamenti in Italia, ma può generare complessità fiscali: i conti esteri con giacenza media superiore a 5.000 euro vanno dichiarati nel quadro RW della dichiarazione dei redditi e sono soggetti all'IVAFE (0,2% annuo). Per il calcolo delle imposte e degli adempimenti fiscali collegati, consulta i nostri calcolatori fiscali.

I servizi fintech come Wise, Revolut e N26 assegnano IBAN con prefissi di paesi diversi dalla residenza del titolare (es. IBAN belga, lituano o tedesco per clienti italiani). Questi IBAN sono perfettamente validi nell'area SEPA, ma alcuni datori di lavoro o enti pubblici possono rifiutarli per errore. Il Regolamento SEPA (n. 260/2012) vieta la discriminazione basata sul paese dell'IBAN: qualsiasi IBAN dell'area SEPA deve essere accettato per pagamenti e domiciliazioni. In caso di rifiuto, è possibile segnalare l'IBAN discrimination alla Banca d'Italia o all'autorità competente del paese dell'IBAN. I conti multi-valuta offerti da questi operatori consentono di detenere saldi in diverse valute (EUR, USD, GBP) con un unico IBAN, effettuando conversioni a tassi interbancari vantaggiosi rispetto alle banche tradizionali. Per chi riceve bonifici dall'estero, è importante comunicare anche il codice BIC/SWIFT della banca corrispondente per evitare ritardi nell'accredito.

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Per altre verifiche formali puoi usare il calcolatore Codice Fiscale per generare o verificare un codice fiscale italiano, il Verifica Partita IVA per controllare una partita IVA, e il Decodifica Codice Fiscale per estrarre i dati anagrafici da un codice fiscale. Per scadenze di pagamento usa Calcolo F24 e Ravvedimento Operoso.

Privacy e limiti

Privacy-first: la verifica avviene interamente nel browser e l'IBAN non viene trasmesso a server esterni. Il controllo conferma solo la correttezza strutturale e matematica dell'IBAN: non verifica l'effettiva esistenza del conto corrente né l'identità dell'intestatario. Per queste verifiche è necessario contattare direttamente la banca o il titolare del conto.

FAQ

Come funziona la verifica dell'IBAN?

L'IBAN viene verificato con l'algoritmo MOD 97-10 (ISO 13616): le lettere sono convertite in numeri e si controlla che il resto della divisione per 97 sia uguale a 1. Per gli IBAN italiani viene mostrata anche la parte nazionale (CIN, ABI e CAB).

Un IBAN valido garantisce che il conto esista?

No. La verifica conferma solo la correttezza strutturale e matematica dell'IBAN. Non può verificare l'effettiva esistenza del conto corrente o l'identità dell'intestatario.

Cosa sono ABI e CAB?

L'ABI è un codice di 5 cifre che identifica la banca. Il CAB è un codice di 5 cifre che identifica la filiale. Insieme aiutano a riconoscere l'istituto è lo sportello di riferimento.

Cos'è il CIN e a cosa serve?

Il CIN è il carattere di controllo nazionale dell'IBAN italiano. Viene calcolato su ABI, CAB e numero di conto e serve a intercettare errori di compilazione nella parte italiana.

Posso verificare IBAN stranieri?

Sì. Il calcolatore supporta IBAN di oltre 70 Paesi, verificando lunghezza e check digit MOD 97-10. I dettagli ABI/CAB sono disponibili solo per i conti italiani.

Il mio IBAN viene inviato a un server?

No. La verifica avviene localmente nel browser: l'IBAN non viene trasmesso a server esterni.

Perché il mio IBAN risulta non valido?

Le cause più comuni sono una cifra errata, una lunghezza non valida per il Paese o caratteri nascosti introdotti dal copia-incolla. Se il risultato resta negativo, riscrivi l'IBAN manualmente.

Come è strutturato un IBAN italiano?

Un IBAN italiano ha 27 caratteri: IT (Paese) + 2 cifre di controllo + 1 lettera CIN + 5 cifre ABI + 5 cifre CAB + 12 caratteri numero conto. Esempio: IT60 X054 2811 1010 0000 0123 456.

Qual è la differenza tra IBAN e codice SWIFT/BIC?

L'IBAN identifica il singolo conto corrente, mentre il codice SWIFT/BIC identifica la banca a livello internazionale. Per i bonifici SEPA in area euro basta l'IBAN; per bonifici extra-SEPA serve anche lo SWIFT.

L'IBAN cambia se cambio filiale della stessa banca?

Dipende dalla banca: alcune mantengono lo stesso IBAN anche con trasferimento di filiale, altre lo modificano aggiornando il CAB. In caso di cambio, la banca comunica il nuovo IBAN al correntista.

Quanti caratteri ha un IBAN estero?

La lunghezza varia per Paese: Germania 22, Francia 27, Spagna 24, Regno Unito 22, Svizzera 21, Paesi Bassi 18. Il calcolatore verifica automaticamente la lunghezza corretta per ogni nazione.

Posso incollare l'IBAN con spazi o trattini?

Sì. Il calcolatore rimuove automaticamente spazi, trattini e altri separatori prima della verifica. Puoi incollare l'IBAN esattamente come lo trovi su fatture o documenti bancari.

Come proteggersi dalla truffa dell'IBAN?

Confronta sempre l'IBAN ricevuto con quello già registrato nel tuo database fornitori. In caso di cambio IBAN, verifica chiamando il fornitore al numero abituale. Non fidarti di IBAN comunicati solo via email senza conferma telefonica.

L'IBAN è lo stesso del numero di conto corrente?

No. Il numero di conto corrente è solo una parte dell'IBAN (gli ultimi 12 caratteri in Italia). L'IBAN include anche il codice Paese, le cifre di controllo, il CIN, l'ABI è il CAB, che servono per l'identificazione univoca a livello internazionale.

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