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Fisco & Agevolazioni

Ritenuta d'Acconto

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Nota: Questo strumento fornisce stime indicative a scopo informativo. Non sostituisce il parere di un professionista qualificato.Leggi il disclaimer completo

Ritenuta d'acconto: cos'è e come si calcola

La ritenuta d'acconto è un meccanismo fiscale con cui il committente (sostituto d'imposta) trattiene una percentuale dal compenso lordo del prestatore e la versa direttamente all'Erario come anticipo IRPEF. In questo modo il fisco incassa l'imposta alla fonte, senza attendere la dichiarazione dei redditi del percipiente. Si applica prevalentemente ai compensi per prestazioni occasionali, lavoro autonomo professionale e collaborazioni.

Questo calcolatore funziona in due direzioni: puoi partire dal compenso lordo per ottenere il netto che riceverai effettivamente, oppure dal netto desiderato per risalire al lordo da indicare nella ricevuta o fattura. In entrambi i casi vengono mostrati importo lordo, ritenuta trattenuta e netto risultante, con la possibilità di includere la marca da bollo da 2 euro quando l'importo supera i 77,47 euro.

L'aliquota del 20%: quando si applica

L'aliquota standard della ritenuta d'acconto è il 20% e si applica ai compensi corrisposti a persone fisiche residenti in Italia per prestazioni di lavoro autonomo abituale o occasionale. Si applica anche ai diritti d'autore (con base imponibile ridotta al 75% o 60% a seconda dell'età), alle provvigioni per intermediazione commerciale e ad altri redditi assimilati a quelli di lavoro autonomo.

La formula base è semplice: ritenuta = lordo × 20%. Ad esempio, su un compenso lordo di 1.000 euro la ritenuta è 200 euro e il netto 800 euro. Per il calcolo inverso (da netto a lordo): lordo = netto / 0,80. Quindi per incassare 1.000 euro netti serve un lordo di 1.250 euro, con una ritenuta di 250 euro. Il calcolatore esegue entrambe le conversioni automaticamente.

Aliquote diverse dal 20%

Non sempre la ritenuta è del 20%. I condomini in qualità di sostituti d'imposta applicano il 4% sui compensi per appalti di opere e servizi (manutenzione, pulizie, giardinaggio). Per i non residenti l'aliquota standard sale al 30%. Per le provvigioni di agenti e rappresentanti si applica il 23% su una base imponibile ridotta al 50% (equivalente a un'aliquota effettiva dell'11,50%). Il calcolatore permette di personalizzare la percentuale per gestire tutti questi casi.

Anche i diritti d'autore sono soggetti a ritenuta, ma con una base imponibile ridotta: al 75% per autori con più di 35 anni e al 60% per autori con meno di 35 anni. Questo significa che su un compenso lordo di 1.000 euro per diritti d'autore, un autore over 35 subisce una ritenuta del 20% su 750 euro (= 150 euro), non su 1.000 euro. Il calcolatore standard lavora sull'aliquota piena: per i diritti d'autore calcola prima la base imponibile ridotta e poi inserisci quel valore nel calcolatore.

Marca da bollo: quando è obbligatoria

Per le ricevute e le note di debito di importo superiore a 77,47 euro è obbligatoria l'applicazione di una marca da bollo da 2 euro. La marca è fiscalmente a carico del prestatore, ma nella prassi commerciale viene spesso addebitata al committente come voce separata (non soggetta a ritenuta). Il calcolatore include un'opzione dedicata per aggiungere la marca da bollo al conteggio, così da avere una stima completa dell'importo totale del documento.

Per le fatture elettroniche emesse con partita IVA, l'imposta di bollo viene assolta in modo virtuale e versata trimestralmente tramite il portale dell'Agenzia delle Entrate. Per le ricevute di prestazione occasionale, invece, si utilizza ancora la marca da bollo cartacea da apporre sul documento originale. Il calcolatore Marca da Bollo ti aiuta a verificare quando è dovuta.

Prestazione occasionale: limiti e obblighi

Le prestazioni occasionali (art. 67, comma 1, lett. l del TUIR) sono compensi per attività non abituali e non organizzate in forma d'impresa o professione. Il limite annuo è di 5.000 euro lordi complessivi da tutti i committenti: entro questa soglia il prestatore non ha obblighi contributivi. Oltre i 5.000 euro scatta l'iscrizione alla Gestione Separata INPS e il versamento dei contributi (circa un terzo a carico del committente e due terzi a carico del prestatore).

Attenzione: il limite di 5.000 euro si riferisce al totale lordo percepito nell'anno solare, non al singolo committente. Se superi questa soglia, il committente che provoca lo sforamento deve versare i contributi per l'intero importo eccedente. Per monitorare la situazione contributiva usa il calcolatore Contributi Gestione Separata.

La ritenuta d'acconto per i forfettari

I contribuenti in Regime Forfettario non subiscono la ritenuta d'acconto. Emettono fattura senza applicazione della ritenuta e versano un'imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività) in sede di dichiarazione. Se sei forfettario è un committente ti trattiene erroneamente la ritenuta, puoi recuperarla nella dichiarazione dei redditi come credito d'imposta.

Versamento e modello F24

Il committente deve versare la ritenuta trattenuta entro il 16 del mese successivo al pagamento, utilizzando il modello F24 con i codici tributo specifici (1040 per lavoro autonomo, 1038 per provvigioni, 1019 per prestazioni occasionali). A fine anno il committente rilascia la Certificazione Unica (CU) al prestatore, che la utilizza per scomputare la ritenuta dall'IRPEF dovuta nella dichiarazione dei redditi. Per compilare il modello F24 usa il calcolatore Calcolo F24.

Recuperò della ritenuta nella dichiarazione dei redditi

La ritenuta d'acconto è, come dice il nome, un anticipo sull'IRPEF dovuta. In sede di dichiarazione dei redditi (modello 730 per dipendenti con redditi occasionali, modello Redditi PF per professionisti) tutte le ritenute subite nell'anno vengono sommate e scomputate dall'IRPEF totale. Se le ritenute superano l'imposta dovuta, si genera un credito che può essere rimborsato o compensato con altri tributi.

Per documentare le ritenute subite, il committente è obbligato a rilasciare la Certificazione Unica (CU) entro il 16 marzo dell'anno successivo. Se non ricevi la CU, sollecita il committente: senza questo documento non puoi scomputare le ritenute nella dichiarazione. Per il calcolo dell'IRPEF complessiva usa IRPEF 2026.

Ritenuta d'acconto e dichiarazione: quando è obbligatoria

Chi percepisce compensi soggetti a ritenuta d'acconto deve presentare la dichiarazione dei redditi se il reddito complessivo supera determinate soglie. Per le prestazioni occasionali, se il totale annuo resta sotto i 4.800 euro circa (tenendo conto delle detrazioni spettanti) e non ci sono altri redditi, potrebbe non esserci obbligo dichiarativo — ma presentare comunque la dichiarazione permette di recuperare le ritenute subite come credito d'imposta.

Per i lavoratori autonomi con partita IVA la dichiarazione è sempre obbligatoria. Il quadro RE del modello Redditi PF raccoglie tutti i compensi professionali e le relative ritenute. Per chi valuta l'apertura della partita IVA in regime agevolato, il calcolatore Regime Forfettario confronta il carico fiscale tra regime ordinario (con ritenuta) è forfettario (senza ritenuta, con imposta sostitutiva).

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Per il versamento in ritardo della ritenuta puoi usare il Ravvedimento Operoso per calcolare sanzioni e interessi. Per la gestione fiscale complessiva consulta IRPEF 2026, Addizionali IRPEF e Interessi Legali. Per verifiche formali sui dati del prestatore usa Codice Fiscale e Verifica Partita IVA.

Nota importante

Il calcolatore fornisce una stima indicativa basata sulle aliquote standard. Situazioni particolari (provvigioni con base imponibile ridotta, diritti d'autore, compensi a non residenti) possono richiedere calcoli specifici. Per importi rilevanti o casistiche complesse consulta un commercialista. I calcoli avvengono interamente nel browser senza invio di dati personali.

FAQ

Quando si applica la ritenuta d'acconto del 20%?

Si applica principalmente ai compensi per prestazioni occasionali e lavoro autonomo professionale. Il committente trattiene il 20% del lordo è lo versa all'Erario come acconto IRPEF del prestatore.

Come funziona il calcolo da netto a lordo?

Se vuoi incassare 1.000€ netti, il lordo si calcola come: 1.000 / (1 - 0,20) = 1.250€. La ritenuta sarà 1.250 × 20% = 250€, è il netto 1.250 - 250 = 1.000€ come desiderato.

La marca da bollo è obbligatoria?

Sì, per ricevute di importo superiore a 77,47€ è obbligatoria una marca da bollo da 2€. La marca è a carico del prestatore, ma può essere addebitata al committente come voce separata in fattura.

Chi versa la ritenuta d'acconto?

Il committente (sostituto d'imposta) trattiene l'importo dalla fattura è lo versa all'Erario entro il 16 del mese successivo tramite modello F24. Il prestatore riceve il certificato CU a fine anno.

La ritenuta del 4% per condomini cos'è?

I condomini applicano una ritenuta del 4% (anziché 20%) sui compensi per appalti di opere e servizi (manutenzione, pulizie, giardinaggio). La percentuale ridotta riflette il fatto che si tratta spesso di imprese e non di professionisti.

Posso recuperare la ritenuta nella dichiarazione dei redditi?

Sì, la ritenuta è un acconto sull'IRPEF. In sede di dichiarazione dei redditi (730 o Redditi PF) viene scomputata dall'imposta totale dovuta. Se hai pagato più ritenute del dovuto, avrai un credito.

La ritenuta si applica anche ai forfettari?

No, in genere i contribuenti forfettari non subiscono ritenuta d'acconto. Emettono fattura senza ritenuta e versano imposta sostitutiva con le regole del proprio regime.

C'è un limite annuo per le prestazioni occasionali?

Per le prestazioni occasionali senza partita IVA, il limite è di 5.000€ lordi annui complessivi (da tutti i committenti). Oltre questa soglia scattano gli obblighi contributivi INPS alla Gestione Separata.

Qual è il codice tributo per la ritenuta d'acconto?

I codici tributo principali sono: 1040 per compensi di lavoro autonomo, 1038 per provvigioni, 1019 per prestazioni occasionali. Vanno indicati nel modello F24 dal sostituto d'imposta.

La ritenuta d'acconto si applica anche alle spese rimborsate?

Dipende dal tipo di rimborso. Le spese anticipate per conto del committente (in nome e per conto) non sono soggette a ritenuta se documentate. Le spese forfettarie o non documentate sono considerate parte del compenso e quindi soggette a ritenuta.

Come calcolo il lordo se voglio incassare un netto preciso?

Usa la formula: lordo = netto desiderato / (1 - aliquota). Per la ritenuta al 20%: lordo = netto / 0,80. Esempio: per incassare 800€ netti serve un lordo di 1.000€. Il calcolatore esegue questo calcolo automaticamente.

Il committente è obbligato ad applicare la ritenuta?

Sì, se il committente è un sostituto d'imposta (impresa, professionista, ente) è obbligato per legge a trattenere e versare la ritenuta. Le persone fisiche private non sono sostituti d'imposta e non applicano la ritenuta.

Cosa succede se il committente non versa la ritenuta?

Il prestatore può comunque scomputare la ritenuta nella dichiarazione dei redditi se dimostra che è stata effettivamente trattenuta dal compenso. Il committente inadempiente è soggetto a sanzioni proprie per l'omesso versamento.

I dati vengono salvati o inviati a server?

No, il calcolo avviene interamente nel browser. Nessun dato personale o importo viene trasmesso a server esterni.

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