Calcolo Quote Ereditarie e Legittima
Calcola quote di legittima e quota disponibile in base agli eredi legittimari, secondo gli articoli 536-564 del Codice Civile.
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Nota: Questo strumento fornisce stime indicative a scopo informativo. Non sostituisce il parere di un professionista qualificato.Leggi il disclaimer completo
Calcolo quote ereditarie: successione legittima, quota disponibile e legittima
Le quote ereditarie determinano come viene ripartito il patrimonio di una persona deceduta tra i suoi eredi. Il diritto italiano prevede un sistema di successione legittima (quando manca il testamento) e di successione testamentaria (quando il testamento esiste), con regole precise sulla quota di legittima riservata ai familiari più stretti (legittimari), che non può essere lesa nemmeno per testamento.
Il calcolatore di quote ereditarie permette di determinare le quote spettanti a ciascun erede in base alla composizione del nucleo familiare del defunto (coniuge, figli, ascendenti, fratelli/sorelle), sia nella successione legittima che in quella testamentaria, evidenziando la quota di legittima e la quota disponibile.
Successione legittima: le regole di base
Quando il defunto non lascia testamento (o il testamento non dispone di tutti i beni), si apre la successione legittima, regolata dagli artt. 565-586 del Codice Civile. L'ordine di successione e: coniuge e figli (concorrono insieme); ascendenti e fratelli (solo in mancanza di figli); altri parenti fino al sesto grado; in ultimo, lo Stato.
Le quote nella successione legittima sono: solo coniuge, senza figli né ascendenti: l'intero patrimonio; coniuge con un figlio: 1/2 al coniuge e 1/2 al figlio; coniuge con due o più figli: 1/3 al coniuge e 2/3 ai figli (divisi in parti uguali); solo un figlio: l'intero patrimonio; due o più figli: diviso in parti uguali tra i figli; coniuge con ascendenti: 2/3 al coniuge e 1/3 agli ascendenti; solo ascendenti: l'intero patrimonio, diviso per linee (paterna e materna).
La quota di legittima
I legittimari sono i familiari ai quali la legge riserva una quota minima dell'eredità (la "legittima") che non può essere toccata neppure dal testamento. I legittimari sono: il coniuge (o la parte unità civilmente), i figli (e i loro discendenti per rappresentazione), gli ascendenti (solo in mancanza di figli). Non sono legittimari i fratelli, i nipoti ex fratre né altri parenti.
Le quote di legittima variano: coniuge solo: 1/2 dell'eredità; un figlio solo: 1/2; coniuge è un figlio: 1/3 al coniuge e 1/3 al figlio; coniuge e due o più figli: 1/4 al coniuge e 1/2 ai figli; due o più figli soli: 2/3 divisi tra loro; coniuge e ascendenti: 1/2 al coniuge e 1/4 agli ascendenti; ascendenti soli: 1/3. La differenza tra l'intero patrimonio e la quota di legittima e la quota disponibile, di cui il testatore può liberamente disporre.
La quota disponibile
La quota disponibile è la porzione del patrimonio di cui il testatore può disporre liberamente tramite testamento, senza ledere i diritti dei legittimari. Può lasciare questa quota a chiunque: un amico, un ente benefico, un parente non legittimario. Se il testamento lede la quota di legittima, gli eredi legittimari possono esercitare l'azione di riduzione per recuperare quanto loro spetta.
Esempi: se il defunto ha un solo coniuge senza figli, la quota disponibile è 1/2; se ha un coniuge e due figli, la quota disponibile è solo 1/4; se ha solo un figlio, la quota disponibile è 1/2; se non ha né coniuge né figli né ascendenti, la quota disponibile è l'intero patrimonio. La pianificazione successoria deve sempre tenere conto della quota di legittima per evitare contestazioni.
Diritto di abitazione del coniuge
Oltre alla quota ereditaria, il coniuge superstite ha il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e il diritto d'uso sui mobili che la corredano (art. 540 c.c.). Questi diritti gravano sulla quota disponibile e, se insufficiente, sulla quota riservata al coniuge. Il valore del diritto di abitazione si calcola con gli stessi coefficienti dell'usufrutto e nuda proprietà, basati sull'età del coniuge superstite.
Rappresentazione e accrescimento
Se un erede premuore al defunto, rinuncia all'eredità o e indegno, la sua quota si devolve per rappresentazione ai suoi discendenti (figli, nipoti). La rappresentazione opera in linea retta discendente (figli del figlio premorto) e in linea collaterale (figli dei fratelli del defunto). Se non operano né rappresentazione né sostituzione testamentaria, la quota si accresce proporzionalmente agli altri coeredi della stessa categoria.
Aspetti fiscali dell'eredità
L'imposta di successione si applica a ciascuna quota ereditaria individualmente, con aliquote e franchigie diverse in base al grado di parentela: coniuge e figli hanno una franchigia di €1.000.000 ciascuno con aliquota del 4%; fratelli e sorelle una franchigia di €100.000 con aliquota del 6%; altri parenti fino al quarto grado pagano il 6% senza franchigia; estranei pagano l'8% senza franchigia.
La dichiarazione di successione deve essere presentata entro 12 mesi dall'apertura della successione (decesso). Dal 2019, per successioni con patrimonio inferiore a €100.000 e senza immobili, gli eredi in linea retta e il coniuge sono esonerati dall'obbligo di presentare la dichiarazione. Per il calcolo dell'imposta dovuta, usa il calcolatore imposta di successione.
Rinuncia all'eredità
L'erede può rinunciare all'eredità con dichiarazione ricevuta dal cancelliere del Tribunale competente o da un notaio (art. 519 c.c.). La rinuncia può essere effettuata entro il termine di prescrizione del diritto di accettazione (10 anni dall'apertura della successione). La rinuncia ha effetto retroattivo: il rinunciante è considerato come se non fosse mai stato chiamato all'eredità. La quota del rinunciante si devolve per rappresentazione ai suoi discendenti o, in mancanza, si accresce agli altri coeredi. La rinuncia è consigliabile quando i debiti del defunto superano l'attivo ereditario.
Accettazione con beneficio d'inventario
Se non si e certi che l'eredità sia attiva (beni superiori ai debiti), è possibile accettare con beneficio d'inventario (art. 484 c.c.). Questa forma di accettazione mantiene distinto il patrimonio dell'erede da quello del defunto: l'erede risponde dei debiti ereditari solo nei limiti del valore dei beni ricevuti. L'accettazione con beneficio d'inventario è obbligatoria per i minori, gli interdetti e gli inabilitati. L'inventario deve essere completato entro 3 mesi dall'accettazione (o dalla scoperta della qualità di erede).
Divisione ereditaria
Dopo la determinazione delle quote, gli eredi devono procedere alla divisione dei beni. La divisione può essere consensuale (accordo tra tutti gli eredi, formalizzato con atto notarile se include immobili) o giudiziale (quando gli eredi non raggiungono un accordo). Nella divisione dei beni immobili, se un immobile non è comodamente divisibile, può essere assegnato interamente a un erede che compensa gli altri con conguagli in denaro, oppure venduto all'asta con divisione del ricavato. I costi della divisione notarile dipendono dal valore dei beni.
Testamento e disposizioni testamentarie
Il testamento permette di distribuire il patrimonio in modo diverso dalla successione legittima, rispettando i limiti della quota di legittima. Esistono tre forme: olografo (scritto interamente a mano, datato e firmato dal testatore), pubblico (ricevuto dal notaio alla presenza di due testimoni) e segreto (consegnato sigillato al notaio). Il testamento olografo e il più comune ma anche il più contestabile; il testamento pubblico offre la massima certezza giuridica. Il testamento può essere revocato o modificato in qualsiasi momento dal testatore.
Successione e conto corrente
Alla morte del titolare, il conto corrente viene bloccato dalla banca fino alla presentazione della dichiarazione di successione e della documentazione necessaria (certificato di morte, atto notorio con l'elenco degli eredi, eventuali testamenti). I saldi del conto, i titoli, le cassette di sicurezza e le polizze vita rientrano nell'asse ereditario e vengono divisi secondo le quote stabilite dalla legge o dal testamento. I tempi di sblocco variano da 30 a 90 giorni dalla presentazione della documentazione completa.
Quote legittime: chi ha diritto a cosa
Il Codice Civile italiano prevede quote di riserva inviolabili (quote di legittima) per determinati eredi: coniuge, figli e ascendenti. Se il defunto lascia solo il coniuge, a questi spetta 1/2 dell'eredità come legittima; la restante metà è la quota disponibile. Con coniuge e un figlio, al coniuge spetta 1/3 e al figlio 1/3, con disponibile di 1/3. Con coniuge e due o più figli: coniuge 1/4, figli 1/2 (divisa in parti uguali), disponibile 1/4. Senza coniuge, ai figli spetta 1/2 (un figlio) o 2/3 (due o più figli). Se non ci sono figli, agli ascendenti (genitori) spetta 1/3. Il testamento può disporre solo della quota disponibile: le disposizioni che ledono la legittima possono essere impugnate dagli eredi legittimari con l'azione di riduzione entro 10 anni dall'apertura della successione.
Successione testamentaria vs legittima
La successione legittima (senza testamento) segue le regole fisse del Codice Civile: l'intero patrimonio viene diviso tra gli eredi secondo le quote previste dalla legge. La successione testamentaria permette al defunto di decidere la destinazione della quota disponibile, ma deve rispettare le quote di legittima. In Italia esistono tre forme di testamento valido: olografo (scritto interamente a mano, datato e firmato), pubblico (redatto dal notaio alla presenza di due testimoni) e segreto (consegnato chiuso al notaio). Il testamento olografo è il più diffuso perché gratuito e immediato, ma presenta rischi di smarrimento, distruzione o contestazione. Il testamento pubblico ha il vantaggio della certezza giuridica e della conservazione presso il notaio, ma ha un costo di 200-500 euro. Il testamento è sempre revocabile e modificabile dal testatore in vita.
Rinuncia all'eredità e accettazione con beneficio d'inventario
L'accettazione dell'eredità può essere espressa (con atto notarile o dichiarazione al tribunale) o tacita (compiendo atti incompatibili con la qualità di non erede, come vendere un bene ereditario). L'accettazione con beneficio d'inventario separa il patrimonio dell'erede da quello ereditato: l'erede risponde dei debiti del defunto solo nei limiti dell'attivo ereditario. È obbligatoria per i minori e consigliata quando l'eredità potrebbe includere debiti superiori all'attivo. La rinuncia all'eredità si effettua con dichiarazione al tribunale o al notaio ed è revocabile finché l'eredità non è stata accettata da altri. Per calcolare l'imposta di successione dovuta su ciascuna quota ereditaria, usa il calcolatore dedicato.
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Disclaimer: i risultati sono stime basate sulle norme vigenti del Codice Civile. Per la gestione di successioni concrete, consultare un notaio o un avvocato.
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FAQ
Chi sono i legittimari?
I legittimari sono il coniuge (o unito civilmente), i figli (anche adottivi) e, in mancanza di figli, gli ascendenti (genitori). Questi soggetti hanno diritto a una quota intangibile dell'eredità.
Cosa succede senza testamento?
In assenza di testamento si applica la successione legittima (art. 565 e seguenti c.c.), con regole di riparto specifiche. Qui calcoli la legittima, utile anche per verificare eventuali lesioni testamentarie.
I figli hanno tutti la stessa quota?
Sì, la quota riservata ai figli si divide in parti uguali tra tutti i figli, legittimi, naturali e adottivi.
Il convivente ha diritto alla legittima?
No, il convivente di fatto non è legittimario. Solo il coniuge è l'unito civilmente (L. 76/2016) hanno diritto alla quota di legittima.
Si può diseredare un figlio?
Non si può escludere completamente un legittimario dall'eredità. Il testamento che lede la legittima è valido ma impugnabile con l'azione di riduzione entro 10 anni.
Cos'è la massa ereditaria?
È il valore complessivo dei beni del defunto (relictum) più le donazioni fatte in vita (donatum), meno i debiti. Su questo valore si calcolano le quote.
Gli ascendenti concorrono con i figli?
No, gli ascendenti sono legittimari solo se il defunto non ha figli. In presenza di figli, gli ascendenti non hanno diritto alla legittima.
I dati vengono salvati?
No, tutti i calcoli avvengono nel tuo browser. Nessun dato viene trasmesso o memorizzato.
Cos'è l'azione di riduzione?
È lo strumento legale con cui un legittimario leso può impugnare testamento o donazioni che violano la sua quota di legittima. Il termine è di 10 anni dall'apertura della successione.
Le quote cambiano con il regime patrimoniale?
Il regime patrimoniale (comunione o separazione dei beni) non influisce sulle quote di legittima. Incide però sulla composizione della massa ereditaria.
Il coniuge separato ha diritto alla legittima?
Il coniuge separato senza addebito conserva tutti i diritti successori. Il coniuge con addebito ha diritto solo a un assegno vitalizio se al momento della morte godeva degli alimenti.
Come si calcola la quota disponibile con 2 figli e coniuge?
Con coniuge e 2 figli: 1/4 al coniuge, 1/4 a ciascun figlio (1/2 diviso tra i figli). La quota disponibile è 1/4 del patrimonio.
Le donazioni in vita si sommano all'eredità?
Sì, le donazioni fatte in vita dal defunto si aggiungono al relictum per formare la massa su cui calcolare le quote (collazione e riunione fittizia).
Il testamento può assegnare beni specifici ai legittimari?
Sì, il testatore può destinare beni specifici purché il loro valore copra almeno la quota di legittima. Se il valore è inferiore, il legittimario può agire per la differenza.
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