NASpI 2026: Requisiti, Importo, Durata e Come Richiederla
Guida completa alla NASpI: chi ne ha diritto, come si calcola l'importo, quanto dura, come fare domanda e cosa succede se trovi un nuovo lavoro.
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La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego) è l'indennita di disoccupazione che spetta ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro. Capire come funziona è fondamentale per affrontare serenamente un periodo di transizione professionale.
Requisiti per ottenere la NASpI
Per accedere alla NASpI nel 2026 devi soddisfare tre requisiti:
- Stato di disoccupazione involontaria (licenziamento, scadenza contratto a termine, dimissioni per giusta causa)
- Almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la cessazione del rapporto
- Almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti (requisito reintrodotto: verifica normativa aggiornata)
✅ Consiglio
Le dimissioni volontarie normalmente NON danno diritto alla NASpI. Fa eccezione la risoluzione consensuale in sede protetta e le dimissioni per giusta causa.
Come si calcola l'importo mensile
L'importo della NASpI si calcola sulla retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni di contribuzione:
- Se la retribuzione media è inferiore a una soglia (circa 1.352 euro per il 2026, da verificare): NASpI = 75% della retribuzione media
- Se la retribuzione media supera la soglia: NASpI = 75% della soglia + 25% della differenza tra retribuzione media e soglia
- Tetto massimo mensile: circa 1.550 euro (da verificare circolare INPS annuale)
💡 Esempio pratico
Retribuzione media: 1.800 euro | Calcolo: 75% di 1.352 = 1.014 + 25% di (1.800 - 1.352) = 112 | NASpI mensile: 1.126 euro | Dal 6° mese: decurtazione del 3% mensile
Quanto dura la NASpI
La durata massima è pari alla meta delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni, fino a un massimo di 24 mesi. Chi ha lavorato 4 anni pieni ha diritto a 24 mesi di NASpI. Chi ha lavorato 1 anno ha diritto a circa 6 mesi.
✅ Consiglio
Dal 6° mese (8° per gli over 55) l'importo si riduce del 3% ogni mese successivo.
Come fare domanda
La domanda va presentata all'INPS entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro:
- Online sul sito INPS con SPID/CIE/CNS
- Tramite patronato (assistenza gratuita)
- Tramite Contact Center INPS
NASpI e nuovo lavoro: compatibilita
Se trovi un nuovo lavoro durante la NASpI, le regole variano:
- Lavoro subordinato con reddito sotto 8.174 euro annui: la NASpI può continuare (ridotta)
- Lavoro autonomo con reddito sotto 5.500 euro annui: la NASpI può continuare (ridotta)
- Lavoro subordinato con reddito superiore: la NASpI si sospende (riprende se il contratto e a termine e dura meno di 6 mesi)
- Apertura P.IVA: compatibile sotto determinate soglie di reddito, va comunicata all'INPS
Errori comuni da evitare
Gestire male la pratica NASpI può costare mesi di indennità. Fai particolare attenzione a:
- Aspettare troppo per fare domanda: hai 68 giorni di tempo. Se la fai entro l'ottavo giorno dal licenziamento, ti pagano dall'ottavo giorno; se la fai dopo, ti pagano dal giorno in cui hai inviato l'istanza. Tutto il periodo precedente viene perso.
- Dimenticarsi di comunicare un nuovo lavoro (o l'inizio di un'attività in proprio): questo comporta la decadenza dal sussidio è il recupero delle somme maggiorate di sanzioni.
- Dimettersi senza giusta causa sperando di prendere la disoccupazione: le dimissioni ordinarie (esclusive quelle per giusta causa o, per le lavoratrici madri, nel periodo protetto) bloccano l'accesso alla NASpI.
- Basare le proprie spese sull'importo iniziale senza considerare la scaletta di riduzione (decalage) del 3% dal sesto mese in poi.
Simula l'importo della tua disoccupazione
Sapere su che budget contare è il primo passo per organizzare la ricerca di un nuovo lavoro. Usa il calcolatore NASpI di Cifro per avere subito una stima precisa dell'importo mensile, della durata e di come l'assegno calerà nel tempo.
Riassunto e conclusioni
La NASpI è un diritto maturato con mesi e anni di contributi trattenuti in busta paga. Richiederla tempestivamente non è un sussidio 'regalato', ma l'attivazione di un'assicurazione obbligatoria che hai già pagato lavorando.
Tieni sempre a mente le tempistiche strette per la presentazione della domanda e le regole rigide in caso di nuova occupazione o avvio di una Partita IVA, per sfruttare questo ammortizzatore sociale in totale serenità e legalità.
⚠️ Disclaimer
Gli importi e le soglie sono stime basate sulla normativa vigente e sulle circolari INPS. Verifica sempre i valori aggiornati.
Ultimo aggiornamento: Febbraio 2026
❓ Domande frequenti
Le dimissioni volontarie danno diritto alla NASpI?
No, salvo che si tratti di dimissioni per giusta causa (es. mancato pagamento stipendio, mobbing documentato) o risoluzione consensuale in sede protetta.
La NASpI è tassata?
Si, la NASpI è soggetta a IRPEF come reddito da lavoro dipendente. L'INPS applica le ritenute alla fonte.
Posso prendere la NASpI e lavorare all'estero?
In UE, puoi trasferirti in un altro Stato membro e continuare a percepire la NASpI per 3-6 mesi (modello U2). Fuori UE, generalmente si decade.
La NASpI si può ottenere dopo un contratto a termine?
Si, la scadenza naturale di un contratto a termine e considerata disoccupazione involontaria e da diritto alla NASpI.
Quanto tempo ci vuole per ricevere il primo pagamento?
Se la domanda e corretta e completa, il primo pagamento arriva generalmente entro 30-40 giorni dalla presentazione.
Qual è la differenza tra detrazioni e deduzioni fiscali?
Le detrazioni riducono l'imposta lorda (ad esempio il 19% delle spese mediche viene sottratto dall'IRPEF dovuta), mentre le deduzioni riducono il reddito imponibile prima del calcolo dell'imposta. In pratica le deduzioni sono più vantaggiose per chi ha un'aliquota marginale alta, perché il risparmio e proporzionale all'aliquota applicata.
Quando conviene il regime forfettario rispetto a quello ordinario?
Il regime forfettario conviene generalmente quando i costi effettivi dell'attività sono inferiori al coefficiente di redditività applicato (ad esempio 78% per i professionisti, quindi costi reali sotto il 22%). Conviene anche quando il reddito complessivo supera i 28.000 euro, soglia oltre la quale l'IRPEF ordinaria supera l'imposta sostitutiva del 15%.
Come funziona il conguaglio fiscale di fine anno?
Il conguaglio fiscale è il ricalcolo definitivo delle imposte dovute nell'anno, effettuato dal datore di lavoro a dicembre. Se durante l'anno sono state trattenute più imposte del dovuto, il lavoratore riceve un rimborso in busta paga. Se le trattenute sono state insufficienti, viene applicata una trattenuta aggiuntiva. Il conguaglio tiene conto di tutte le variazioni avvenute durante l'anno.
Cosa succede se non presento la dichiarazione dei redditi?
L'omessa dichiarazione è un illecito che prevede una sanzione dal 120% al 240% delle imposte dovute, con un minimo di 250 euro. Se la dichiarazione viene presentata entro 90 giorni dalla scadenza, la sanzione è ridotta. In caso di imposte non versate, si aggiungono interessi e sanzioni per tardivo versamento. Per redditi da lavoro dipendente senza altri redditi, il 730 non è obbligatorio se il datore di lavoro ha già applicato le ritenute corrette.
Quali sono le principali scadenze fiscali durante l'anno?
Le scadenze principali sono: 16 marzo per la Certificazione Unica, 30 aprile per il modello 730 precompilato disponibile, 30 settembre per l'invio del 730 ordinario, 16 giugno per il saldo e primo acconto IRPEF/IMU, 30 novembre per il secondo acconto IRPEF e 16 dicembre per il saldo IMU. I versamenti si effettuano con modello F24 entro le date indicate.
Come posso verificare la mia posizione fiscale con l'Agenzia delle Entrate?
Puoi accedere al cassetto fiscale tramite il sito dell'Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS. Nel cassetto fiscale trovi le dichiarazioni presentate, i versamenti effettuati, le comunicazioni ricevute e le eventuali cartelle esattoriali. E uno strumento fondamentale per monitorare la propria situazione fiscale e individuare tempestivamente eventuali anomalie.
Cos'è il ravvedimento operoso e quando conviene usarlo?
Il ravvedimento operoso è lo strumento che permette di regolarizzare spontaneamente omissioni o errori fiscali pagando sanzioni ridotte. Conviene sempre usarlo appena ci si accorge dell'errore, perché la sanzione cresce col passare del tempo: dallo 0,1% giornaliero nei primi 14 giorni, al 1,5% entro 30 giorni, fino al 3,75% entro un anno. Dopo un anno la sanzione sale al 4,29% e poi al 5%.
Quali spese posso detrarre nel modello 730?
Le principali spese detraibili al 19% sono: spese mediche e sanitarie sopra la franchigia di 129,11 euro, interessi passivi su mutuo prima casa fino a 4.000 euro, spese di istruzione scolastica e universitaria, premi assicurativi vita e infortuni, spese funebri, spese veterinarie, abbonamenti al trasporto pubblico e erogazioni liberali a ONLUS e associazioni sportive dilettantistiche.
Come funziona la compensazione dei crediti fiscali?
La compensazione permette di utilizzare crediti fiscali (es. credito IRPEF da dichiarazione) per pagare altri tributi dovuti (es. INPS, IMU). Si effettua tramite modello F24. La compensazione orizzontale (tra tributi diversi) richiede la preventiva presentazione della dichiarazione e, per importi superiori a 5.000 euro, il visto di conformita. Non si possono compensare crediti se si hanno debiti iscritti a ruolo superiori a 1.500 euro.
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