Bonus IRPEF e Trattamento Integrativo 2026: Chi Ne Ha Diritto
Guida al trattamento integrativo (ex bonus Renzi): importi, requisiti di reddito, come verificarlo in busta paga e cosa fare nel 730.
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Il trattamento integrativo, noto anche come 'bonus 100 euro in busta paga' (erede del 'bonus Renzi' di 80 euro), è un beneficio che spetta ai lavoratori dipendenti e assimilati con redditi fino a determinate soglie. Vediamo chi ne ha diritto e come funziona.
Cos'è il trattamento integrativo
Il trattamento integrativo è un importo aggiuntivo di 100 euro al mese (1.200 euro annui) riconosciuto in busta paga ai lavoratori con reddito complessivo non superiore a 15.000 euro. Per i redditi tra 15.001 e 28.000 euro, spetta solo in determinate condizioni.
Chi ne ha diritto
Il diritto al bonus non è automatico per tutti, ma dipende da tre fasce di reddito principale:
- Reddito fino a 15.000 euro: spetta per intero (1.200 euro/anno), a condizione che l'imposta lorda sia superiore alle detrazioni da lavoro
- Reddito da 15.001 a 28.000 euro: spetta solo se la somma di specifiche detrazioni (familiari, lavoro dipendente, mutuo, spese mediche, ecc.) supera l'IRPEF lorda
- Reddito oltre 28.000 euro: non spetta (si applicano solo le detrazioni da lavoro ordinarie)
- Pensionati: si, alle stesse condizioni dei lavoratori dipendenti
- Forfettari: NO, non hanno IRPEF e quindi non beneficiano del trattamento
L'importo mensile
L'importo pieno e 100 euro al mese (1.200 euro/anno). Viene erogato mensilmente in busta paga dal datore di lavoro, che lo anticipa è lo recupera come credito d'imposta. Non è soggetto a IRPEF ulteriore.
Il conguaglio di fine anno
A dicembre (o nel 730) il datore verifica se il reddito effettivo rientra nei limiti. Se il reddito supera la soglia, il trattamento integrativo viene restituito (interamente o parzialmente). Questo può generare una busta paga di dicembre più leggera del previsto.
✅ Consiglio
Se hai un secondo lavoro o redditi extra, valuta di chiedere al datore di non erogare il bonus mensilmente per evitare la restituzione a conguaglio.
Errori comuni
La gestione del trattamento integrativo nasconde alcune insidie che è bene conoscere:
- Non verificare se il trattamento spetta davvero: molti ricevono il bonus mensilmente ma scoprono solo al conguaglio di dicembre di doverlo restituire in un'unica soluzione con una busta paga negativa
- Avere due contratti part-time e ricevere il bonus da entrambi i datori di lavoro: dovrai obbligatoriamente restituirne uno nel 730
- Confondere il trattamento integrativo con le detrazioni da lavoro dipendente: sono due benefici diversi che possono sommarsi, non sono la stessa cosa
- Non sapere che è sempre possibile rinunciare preventivamente per non rischiare restituzioni e preferire invece il conguaglio a proprio favore in dichiarazione dei redditi
Verifica il tuo diritto
Usa il calcolatore stipendio netto di Cifro per verificare se hai diritto al trattamento integrativo e quanto incide sul tuo netto mensile inserendo la tua RAL è la tua situazione familiare.
Riassunto e conclusioni
Il trattamento integrativo di 100 euro rappresenta un importante sostegno per i redditi medio-bassi, ma la sua erogazione non sempre è definitiva e lineare. Capire come interagisce con il proprio livello di reddito e con le altre detrazioni è essenziale per evitare sgradite sorprese a fine anno o in fase di 730.
Quando c'è incertezza sul superamento delle soglie reddituali, la scelta più prudente rimane quella di chiederne la non applicazione in busta paga, per poi recuperarlo l'anno successivo direttamente in dichiarazione dei redditi in caso se ne abbia l'effettivo diritto.
⚠️ Disclaimer
Le soglie di reddito e le condizioni possono variare. Verifica la normativa aggiornata per l'anno in corso.
Ultimo aggiornamento: Febbraio 2026
❓ Domande frequenti
Il bonus 100 euro è la stessa cosa del bonus Renzi?
E l'evoluzione. Il bonus Renzi era di 80 euro, poi portato a 100 euro come trattamento integrativo. Il meccanismo e simile ma le regole di spettanza sono cambiate.
Il trattamento integrativo spetta sulla tredicesima?
No, il trattamento integrativo non si applica alla tredicesima. Per questo la tredicesima netta e proporzionalmente inferiore alle mensilita ordinarie.
Se sono in cassa integrazione, mi spetta?
Si, l'indennita di cassa integrazione e equiparata al reddito da lavoro dipendente ai fini del trattamento integrativo.
Devo indicare qualcosa nel 730?
Il trattamento integrativo confluisce automaticamente nel 730 precompilato. In fase di conguaglio viene verificato e, se non spettante, restituito.
Qual è la differenza tra detrazioni e deduzioni fiscali?
Le detrazioni riducono l'imposta lorda (ad esempio il 19% delle spese mediche viene sottratto dall'IRPEF dovuta), mentre le deduzioni riducono il reddito imponibile prima del calcolo dell'imposta. In pratica le deduzioni sono più vantaggiose per chi ha un'aliquota marginale alta, perché il risparmio e proporzionale all'aliquota applicata.
Quando conviene il regime forfettario rispetto a quello ordinario?
Il regime forfettario conviene generalmente quando i costi effettivi dell'attività sono inferiori al coefficiente di redditività applicato (ad esempio 78% per i professionisti, quindi costi reali sotto il 22%). Conviene anche quando il reddito complessivo supera i 28.000 euro, soglia oltre la quale l'IRPEF ordinaria supera l'imposta sostitutiva del 15%.
Come funziona il conguaglio fiscale di fine anno?
Il conguaglio fiscale è il ricalcolo definitivo delle imposte dovute nell'anno, effettuato dal datore di lavoro a dicembre. Se durante l'anno sono state trattenute più imposte del dovuto, il lavoratore riceve un rimborso in busta paga. Se le trattenute sono state insufficienti, viene applicata una trattenuta aggiuntiva. Il conguaglio tiene conto di tutte le variazioni avvenute durante l'anno.
Cosa succede se non presento la dichiarazione dei redditi?
L'omessa dichiarazione è un illecito che prevede una sanzione dal 120% al 240% delle imposte dovute, con un minimo di 250 euro. Se la dichiarazione viene presentata entro 90 giorni dalla scadenza, la sanzione è ridotta. In caso di imposte non versate, si aggiungono interessi e sanzioni per tardivo versamento. Per redditi da lavoro dipendente senza altri redditi, il 730 non è obbligatorio se il datore di lavoro ha già applicato le ritenute corrette.
Quali sono le principali scadenze fiscali durante l'anno?
Le scadenze principali sono: 16 marzo per la Certificazione Unica, 30 aprile per il modello 730 precompilato disponibile, 30 settembre per l'invio del 730 ordinario, 16 giugno per il saldo e primo acconto IRPEF/IMU, 30 novembre per il secondo acconto IRPEF e 16 dicembre per il saldo IMU. I versamenti si effettuano con modello F24 entro le date indicate.
Come posso verificare la mia posizione fiscale con l'Agenzia delle Entrate?
Puoi accedere al cassetto fiscale tramite il sito dell'Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS. Nel cassetto fiscale trovi le dichiarazioni presentate, i versamenti effettuati, le comunicazioni ricevute e le eventuali cartelle esattoriali. E uno strumento fondamentale per monitorare la propria situazione fiscale e individuare tempestivamente eventuali anomalie.
Cos'è il ravvedimento operoso e quando conviene usarlo?
Il ravvedimento operoso è lo strumento che permette di regolarizzare spontaneamente omissioni o errori fiscali pagando sanzioni ridotte. Conviene sempre usarlo appena ci si accorge dell'errore, perché la sanzione cresce col passare del tempo: dallo 0,1% giornaliero nei primi 14 giorni, al 1,5% entro 30 giorni, fino al 3,75% entro un anno. Dopo un anno la sanzione sale al 4,29% e poi al 5%.
Quali spese posso detrarre nel modello 730?
Le principali spese detraibili al 19% sono: spese mediche e sanitarie sopra la franchigia di 129,11 euro, interessi passivi su mutuo prima casa fino a 4.000 euro, spese di istruzione scolastica e universitaria, premi assicurativi vita e infortuni, spese funebri, spese veterinarie, abbonamenti al trasporto pubblico e erogazioni liberali a ONLUS e associazioni sportive dilettantistiche.
Come funziona la compensazione dei crediti fiscali?
La compensazione permette di utilizzare crediti fiscali (es. credito IRPEF da dichiarazione) per pagare altri tributi dovuti (es. INPS, IMU). Si effettua tramite modello F24. La compensazione orizzontale (tra tributi diversi) richiede la preventiva presentazione della dichiarazione e, per importi superiori a 5.000 euro, il visto di conformita. Non si possono compensare crediti se si hanno debiti iscritti a ruolo superiori a 1.500 euro.
Qual è la differenza tra IRPEF e cedolare secca?
L'IRPEF è l'imposta progressiva sul reddito delle persone fisiche con aliquote dal 23% al 43%. La cedolare secca è un'imposta sostitutiva a tasso fisso (21% ordinario o 10% per canone concordato) applicabile ai redditi da locazione di immobili abitativi. Chi sceglie la cedolare secca rinuncia all'aggiornamento ISTAT del canone ma evita le aliquote IRPEF progressive e le addizionali regionali e comunali.
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